SIGHS for flute, sax and piano – Listen

Written in 2016, Sighs for alto flute, soprano saxophone and piano, evokes the sounds of our breathing that manifest an altered emotional state. Joy, fear, excitement, anxiety, surprise, strain … The breath and the blow are not only the source of the sound, but are also the first revelation of our state of mind, before the language. The flute presents a series of sounds characterized by the “noise” of the air through different emissions and embouchures. Sounds to which the saxophone and the piano as well, make echo in their own way. In this piece I do not use the “breath” in a theatrical way, dramatizing the altered breathing. I am seeking a balance and a porosity between sounds related to human expressiveness (body and language) and abstract sound’s structures that may arise as a response. Actually, saxophone does not use the same types of hissing emissions as the flute, and the piano can not imitate him at all. What they can do is to transform the blow into other structures. The breath and the sound have in common the temporal elasticity and the cyclical nature, the possibility of suddenly being interrupted blocked and produced again with different emission’s velocity. They can also assume various articulations. This snorting, hissing and whistling is also used as a spark for the ephemeral “songs” evoking a spontaneous vocality.



Scritto nel 2016, questo lavoro per flauto contralto, sassofono soprano e pianoforte, intitolato Sighs (sospiri), evoca i suoni della nostra respirazione che manifestano uno stato emotivo alterato. Gioia, paura, eccitazione, ansia, sorpresa, fatica … Il respiro e il soffio non solo sono all’origine del suono ma sono anche la prima rivelazione del nostro stato d’animo, prima del linguaggio. Il flauto propone una serie di suoni caratterizzati dal “rumore” dell’aria per via di diverse emissioni e modi di imboccatura. Suoni a cui il sassofono e anche il pianoforte fanno eco a modo loro. In questo pezzo non si usa il “soffio” in modo teatrale, drammatizzando la respirazione alterata. Cerco un equilibrio e una porosità tra elementi sonori legati all’espressività dell’uomo (del corpo e del linguaggio) e le strutture sonore astratte che possono scaturire come risposta. Il sassofono non usa infatti gli stessi tipi di emissione sibilante del flauto, e il pianoforte non può imitarlo affatto. Ciò che possono fare è trasformare il soffiare in altre strutture. Il respiro e il suono hanno in comune l’elasticità temporale e la ciclicità, la possibilità di essere bloccati improvvisamente e di essere prodotti con diverse velocità di emissione, possono anche assumere delle articolazioni. Questo sbuffare, sibilare e fischiare è usato anche come spunto per dei canti effimeri evocanti una vocalità spontanea.


SIGHS, first performance July 2016 in Città di Castello by Ensemble Il Suono Giallo http://www.ilsuonoacademy.com/



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